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Agevolazione prima casa: irrilevanti le motivazioni per il mancato trasferimento della residenza

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Agevolazione prima casa: irrilevanti le motivazioni per il mancato trasferimento della residenza

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In tema di agevolazione fiscale connessa all'acquisto della prima casa, l'impegno assunto dall'acquirente, in sede di atto di acquisto, a stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l'immobile entro il termine di diciotto mesi, va valutato tenendo conto della sopravvenienza di un caso di forza maggiore, e cioè di un ostacolo all'adempimento dell'obbligazione, caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata, e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento, essendo, per contro, irrilevanti le motivazioni soggettive relative al mancato trasferimento della predetta residenza. Ai sensi del comma 2-bis, della nota all'art. 1 della Tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, la fruizione dell'agevolazione fiscale connessa all'acquisto della prima casa postula che l'acquirente abbia la residenza (o presti attività lavorativa) nel comune in cui è ubicato l'immobile ovvero -nella previsione di cui alla L. n. 549 del 1995, art. 3, comma 131, quale modificato dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 12- che si impegni, in seno all'atto di acquisto, a stabilirla in detto comune entro il termine di diciotto mesi.

La realizzazione dell'impegno di trasferire la residenza rappresenta, dunque, un elemento essenziale per il conseguimento del beneficio richiesto e provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell'atto e costituisce un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco. Proprio perché inerente ad un comportamento del debitore, nella relativa valutazione va, quindi, tenuto conto della sopravvenienza di un caso di forza maggiore, e cioè di un ostacolo all'adempimento dell'obbligazione, caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata, e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento, essendo, per contro, irrilevanti le motivazioni soggettive relative al mancato trasferimento della residenza nel comune in cui è ubicato l'immobile acquistato. Il principio è stato ribadito dal giudice di legittimità in una recente decisione. Nel caso di specie, in applicazione degli esposti principi, la Suprema Corte ha ritenuto non censurabile la decisione del giudice tributario d'appello che aveva rigettato il ricorso di due coniugi avverso l'avviso di liquidazione con il quale erano state recuperate a tassazione le ordinarie imposte di registro, ipotecarie e catastali, non avendo i contribuenti provveduto a trasferire, entro il termine di legge, la propria residenza nel comune ove era ubicato l'immobile acquistato con i benefici "prima casa". In particolare, i giudici d'appello avevano ritenuto che le precarie condizioni di salute del marito ed i documentati lavori di consolidamento dell'edificio limitrofo a quello acquistato dai contribuenti non costituivano impedimento oggettivo al trasferimento della residenza. (Cass.Civ. Sez. V, 17 ottobre 2014, n. 22002)

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Tags: agevolazione,, fiscale,, acquisto,, prima,, casa,, residenza,, comune,, diciotto,, mesi,, irrilevanza,, motivazioni,, soggettive,, Zingaropoli,, causa,, forza,, maggiore

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