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Trasporti di cabotaggio - Art. 46 bis Legge 6 giugno 1974 n. 298 modificato dal Decreto legge n. 133 del 12/09/2014 (c.d. Sblocca Italia) convertito con Legge 11/11/2014 n. 164

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Trasporti di cabotaggio - Art. 46 bis Legge 6 giugno 1974 n. 298 modificato dal Decreto legge n. 133 del 12/09/2014 (c.d. Sblocca Italia) convertito con Legge 11/11/2014 n. 164

Camion


Il c.d. “Decreto Sblocca Italia” (Legge n. 164/2014) ha introdotto talune novità di rilievo in materia di contrasto al cabotaggio illegale. Le novità in argomento hanno dato spunto al Ministero dell’Interno e dei Trasporti per un aggiornamento e una ricognizione della istruzioni operative ai propri organi di controllo (cfr. Circolare del 15/01/2015).

I − DEFINIZIONE DI TRASPORTI DI CABOTAGGIO

Il REGCE 21/10/2009, n. 1072/2009 considera tali i trasporti nazionali di merci effettuati per conto terzi, a titolo temporaneo, in uno Stato membro ospitante, in conformità del presente regolamento.

II − CONDIZIONI E LIMITI DEI TRASPORTI DI CABOTAGGIO

Per poter svolgere attività di cabotaggio il trasportatore di merci su strada per conto terzi deve essere stabilito in uno Stato membro o in uno degli altri Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo e deve essere titolare di licenza comunitaria. Si rammenta che le imprese di autotrasporto stabilite in Croazia non sono autorizzate ad effettuare trasporti di cabotaggio sino al 30 giugno 2015; dopo tale data la Commissione valuterà se ampliare il periodo di moratoria. Affinché sia possibile eseguire attività di cabotaggio, il vettore deve essere entrato nello Stato membro ospitante con un veicolo carico e le merci trasportate nel viaggio internazionale devono essere previamente ed integralmente consegnate. In concreto, riguardo al territorio nazionale, il cabotaggio è ammesso:

 • a seguito di un trasporto internazionale che, alternativamente, può essere: 1) in provenienza da un altro Stato membro; 2) in provenienza da uno degli altri tre Stati dello Spazio Economico Europeo; 3) svolto da un vettore comunitario in provenienza dalla Svizzera con destinazione il territorio italiano. In quest’ultimo caso, poiché l’attività di cabotaggio è vietata ai vettori svizzeri, la possibilità di fare viaggi di cabotaggio è riservata ai vettori stabiliti in uno Stato membro;

• solo dopo che sono state consegnate integralmente le merci trasportate nel corso del citato trasporto internazionale in entrata;

• entro il limite massimo di tre operazioni di cabotaggio effettuate con lo stesso veicolo con cui è stato eseguito il trasporto internazionale in entrata, oppure, nel caso di combinazione di veicoli agganciati, con il veicolo a motore del medesimo complesso veicolare;

• con il vincolo che l’ultimo scarico in regime di cabotaggio prima di lasciare il territorio nazionale deve avere luogo entro sette giorni dall’ultimo scarico effettuato nel corso del trasporto internazionale in entrata in territorio italiano. Inoltre, un vettore può decidere di eseguire una, due o tutte e tre le operazioni non nello Stato membro di arrivo del trasporto internazionale ma in altri Stati membri. In questo caso è consentita una sola operazione di cabotaggio in un dato Stato membro e l’operazione deve essere eseguita entro tre giorni dall’entrata a vuoto in quello Stato. Pertanto, nel rispetto del termine di sette giorni dallo scarico totale eseguito nell’ambito di un trasporto svolto verso un altro Stato membro, il trasportatore può effettuare in Italia una sola operazione di cabotaggio, nell’ambito delle tre massime consentite, entro tre giorni dall’ingresso del veicolo vuoto nel territorio italiano.

III − CONTROLLO E VALUTAZIONE DI CONFORMITÀ DEI TRASPORTI DI CABOTAGGIO

I trasporti di cabotaggio sono considerati conformi al Regolamento n. 1072/2009, solo se vengano prodotte prove documentali che attestino chiaramente sia il trasporto internazionale in entrata, sia ogni operazione di cabotaggio consecutiva realizzata. A bordo del veicolo deve trovarsi la copia conforme della licenza comunitaria, nonché l’attestato del conducente, se l’autista è cittadino di un Paese terzo e qualora il medesimo non sia soggiornante di lungo periodo in uno dei paesi UE. La mancanza dell’attestato, anche solo momentanea, è riconducibile alla fattispecie sanzionatoria di cui all’art. 46 della legge n. 298/74. Per ognuna delle operazioni effettuate, devono essere esibite le prove recanti i dati seguenti: a) il nome, l’indirizzo e la firma del mittente; b) il nome, l’indirizzo e la firma del trasportatore; c) il nome e l’indirizzo del destinatario, nonché la sua firma e la data di consegna una volta che le merci sono state consegnate; d) il luogo e la data del passaggio di consegna delle merci e il luogo di consegna previsto; e) la denominazione corrente della natura delle merci e la modalità d’imballaggio e, per le merci pericolose, la denominazione generalmente riconosciuta nonché il numero di colli, i contrassegni speciali e i numeri riportati su di essi; f) la massa lorda o la quantità altrimenti espressa delle merci; g) il numero di targa del veicolo a motore e del rimorchio.

IV − VEICOLI CHE OPERANO IN ESENZIONE DALLA LICENZA COMUNITARIA ASSOGGETTATI ALLA DISCIPLINA SPECIFICA DEL CABOTAGGIO

L’attività di cabotaggio può essere svolta anche con veicoli che operano in esenzione dalla licenza comunitaria; l’articolo 8 del Regolamento (CE) n. 1072/2009, in relazione ai trasporti di cabotaggio svolti con veicoli esenti dalla licenza comunitaria ai sensi dell’articolo 1, comma 5, del Regolamento stesso, distingue quali di questi trasporti debbano comunque essere assoggettati alla disciplina specifica del cabotaggio (comma 5) e quali trasporti debbano essere ritenuti del tutto esenti dalla disciplina stessa (comma 6). Il comma 5 dell’articolo 8 del Regolamento dispone che: “Qualsiasi trasportatore abilitato nello Stato membro di stabilimento, conformemente alla legislazione di quest’ultimo, ad effettuare i trasporti di merci su strada per conto terzi di cui all’articolo 1, paragrafo 5, lettere a), b) e c), è autorizzato, alle condizioni stabilite dal presente capo, ad effettuare, a seconda dei casi, trasporti di cabotaggio dello stesso tipo o con veicoli della stessa categoria.” Da tale previsione normativa discende che l’attività di autotrasporto di cabotaggio riferita ai seguenti trasporti può essere svolta alle medesime condizioni e con gli stessi vincoli e i limiti stabiliti per i vettori muniti di licenza comunitaria: a) trasporti postali effettuati nell’ambito di un regime di servizio universale; b) trasporti di veicoli danneggiati o da riparare; c) trasporti di merci con autoveicoli la cui massa massima a carico ammissibile, compresa quella dei rimorchi, non superi le 3,5 tonnellate.

V − VEICOLI CHE OPERANO IN ESENZIONE DALLA LICENZA COMUNITARIA NON SOGGETTI ALLE RESTRIZIONI IN MATERIA DI CABOTAGGIO

Non è soggetta a restrizioni (comma 6 dell’articolo 8 del Regolamento) l’ammissione ai trasporti di cabotaggio nei seguenti casi: d) trasporti di merci con autoveicoli purché siano soddisfatte le condizioni seguenti: i) le merci trasportate sono di proprietà dell’impresa o sono state da essa vendute, acquistate, date o prese in affitto, prodotte, estratte, trasformate o riparate; ii) lo spostamento serve a far affluire le merci all’impresa o a spedirle dall’impresa stessa oppure a spostarle all’interno dell’impresa o, per esigenze aziendali, all’esterno dell’impresa stessa; iii) gli autoveicoli adibiti a tale trasporto sono guidati da personale alle dipendenze o a disposizione dell’impresa in base a un’obbligazione contrattuale; iv) i veicoli che trasportano le merci sono di proprietà dell’impresa o sono stati da questa acquistati a credito o noleggiati, a condizione che in quest’ultimo caso soddisfino le condizioni previste dalla direttiva 2006/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 gennaio 2006, relativa all’utilizzazione di veicoli noleggiati senza conducente per il trasporto di merci su strada; e v) tale trasporto costituisce soltanto un’attività accessoria nell’ambito dell’insieme delle attività dell’impresa; e) trasporti di medicinali, apparecchi e attrezzature mediche, nonché altri articoli necessari per cure mediche urgenti, in particolare a seguito di calamità naturali.

VI − ONERE DELLA PROVA

Al fine di combattere il fenomeno del cabotaggio illegale è stato introdotto il meccanismo dell’inversione dell’onere della prova, che attribuisce al conducente dell’impresa estera l’onere di dimostrare, all’atto del controllo su strada, la compatibilità tra le registrazioni del tachigrafo e fornire la documentazione (es. le percorrenze autostradali) che attesti la regolarità del trasporto in regime di cabotaggio, la quale deve trovarsi a bordo del veicolo.

VII − LA DISCIPLINA SANZIONATORIA DETTATA DAL NUOVO ARTICOLO 46 BIS DELLA LEGGE 6 GIUGNO 1974 N. 298

La disciplina sanzionatoria in argomento si applica nelle seguenti ipotesi: i) circolazione nel territorio nazionale di veicoli immatricolati all’estero, qualora sia riscontrata, durante la circolazione, la mancata corrispondenza fra le registrazioni del tachigrafo o altri elementi relativi alla stessa circolazione e le prove documentali che devono essere fornite a dimostrazione della corretta esecuzione del cabotaggio. La violazione ricorre, in particolare, nel caso in cui il conducente o il vettore non siano in grado di fornire valide motivazioni della incoerenza fra le registrazioni del tachigrafo o gli altri elementi relativi alla circolazione e le prove documentali esibite; ii) omessa conservazione a bordo del veicolo e mancata esibizione in sede di controllo della documentazione probatoria comprovante la regolarità dell’operazione di cabotaggio in corso di svolgimento o già svolta. Nelle ipotesi di violazione di cui sopra è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa che va da 5 mila a 15 mila euro ed il fermo del veicolo per tre mesi, ovvero di 6 mesi in caso di reiterazione nel triennio. Si ribadisce che non è consentita nessuna produzione differita dei documenti probatori e, dunque, in ogni caso ove risulti carenza di documentazione a bordo del veicolo, verranno sempre irrogate le sanzioni di cui sopra. Infine, si rammenta che per le violazioni accertate e sanzionate ai sensi dell’art. 46-bis L. 298/1974 trovano applicazione le disposizioni dell’art. 207 C.d.S., con la conseguenza che: a) quando con un veicolo immatricolato all’estero o munito di targa EE viene violata una disposizione del presente codice da cui consegue una sanzione amministrativa pecuniaria, il trasgressore è ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell’agente accertatore, il pagamento in misura ridotta previsto dall’art. 202 C.d.S.; b) qualora il trasgressore non si avvalga, per qualsiasi motivo, della facoltà prevista del pagamento di misura ridotta, egli deve versare all’agente accertatore, a titolo di cauzione, una somma pari alla metà del massimo della sanzione pecuniaria prevista per la violazione; ovvero, in caso il veicolo sia immatricolato in uno Stato membro dell’Unione europea o aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo, la somma da versare a titolo di cauzione è pari alla somma richiesta per il pagamento in misura ridotta previsto dall’articolo 202 C.d.S. Per espressa previsione normativa dell’art. 46-bis, comma 1, 2° periodo, il fermo amministrativo del veicolo, sia nella fase in cui discende dall’eventuale mancato pagamento della sanzione o della cauzione all’organo accertatore, sia nella fase di esecuzione della misura sanzionatoria, dovrà essere sempre eseguito a spese del responsabile della violazione.

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Tags: internazionale,, modifiche, sanzioni, licenza, comunitaria, Avv. Augusto Zingaropoli

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