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Misure di sostegno ai disoccupati: l'assegno di disoccupazione

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Misure di sostegno ai disoccupati: l'assegno di disoccupazione

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L’assegno di disoccupazione

Il D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, che detta testualmente norme in tema di “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati”, entrato in vigore lo scorso 7 marzo, introduce una nuova disciplina in materia di strumenti previdenziali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. In particolare, il primo comma dell’art. 16 del D.Lgs. n. 22/2015, istituisce, a decorrere dal 1° maggio 2015 e in via sperimentale per l’anno 2015, l’assegno di disoccupazione (ASDI). Si tratta di un istituto “anomalo” per il sistema di welfare italiano che non conosce un precedente specifico analogo, trattandosi di una prestazione di natura esclusivamente assistenziale. Si realizza un trattamento di ulteriore sostegno al reddito dei disoccupati che hanno già fruito dell’indennità generale di disoccupazione (NASpI) strutturata al di fuori di qualsiasi meccanismo assicurativo e prestazionale. L’ASDI, infatti, è a totale ed esclusivo carico della fiscalità generale ed è in ogni caso erogato entro il limite delle risorse assegnate al fondo appositamente istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, pari a 200 milioni di euro nel 2015 e a 200 milioni di euro nel 2016 (art. 16, comma 7, D.Lgs. n. 22/2015). Il comma 8 dell’art. 16 del D.Lgs. n. 22/2015 stabilisce che l’eventuale riconoscimento dell’ASDI per gli anni successivi al 2015 dovrà essere previsto con successivi provvedimenti legislativi che determinino le risorse finanziarie occorrenti.

Destinatari

Secondo le previsioni del primo comma dell’art. 16 del D.Lgs. n. 22/2015, l’ASDI è destinato ai soggetti che hanno fruito della NASpI per l’intera durata entro il 31 dicembre 2015 i quali, privi di occupazione, si trovino in una condizione economica di bisogno. L’art. 16, comma 2, prevede che nel primo anno di applicazione dell’ASDI gli interventi assistenziali devono essere prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a gruppi familiari in cui sono presenti minori e ai lavoratori con età prossima al raggiungimento dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico.

Misura e durata intervento

In base all’art. 16, comma 3, D.Lgs. n. 22/2015, l’ASDI è erogato mensilmente, mediante uno strumento di pagamento elettronico, per una durata massima di 6 mesi e il suo importo è pari al 75% dell’ultima indennità NASpI percepita e, comunque, non superiore all’assegno sociale nel 2015 pari a 448,52 euro (art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335). L’importo può essere incrementato in ragione degli eventuali carichi familiari del lavoratore nella misura e con le modalità stabilite con l’emanando decreto interministeriale attuativo (art. 16, comma 6, D.Lgs. n. 22/2015).

Condizioni di erogazione

L’erogazione dell’ASDI è condizionata all’adesione del beneficiario ad un progetto personalizzato di inserimento nel mercato del lavoro redatto dai competenti servizi per l’impiego, che deve contenere specifici impegni del beneficiario dell’assegno in termini di ricerca attiva del lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e di formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro (art. 16, comma 5, D.Lgs. n. 22/2015). La partecipazione del beneficiario dell’ASDI alle iniziative di attivazione che gli vengono proposte è obbligatoria, sotto pena di decadenza immediata e perdita del beneficio.

Il decreto interministeriale attuativo

Secondo le previsioni del comma 6 dell’art. 16 del D.Lgs. n. 22/2015, la definizione delle modalità attuative dell’ASDI, per quanto non espressamente previsto, è rinviata a un successivo decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 5 giugno 2015 (90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo). Il decreto interministeriale attuativo, in particolare, deve definire:

  • la situazione economica di bisogno del nucleo familiare, con riferimento all’Isee (D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159), non computando l’ammontare dei trattamenti NASpI percepiti;
  • i criteri di priorità in caso di risorse insufficienti ad erogare l'ASDI ai lavoratori più bisognosi;
  • gli incrementi dell'ASDI per carichi familiari, comunque nel limite di un importo massimo predefinito;
  • i limiti e i criteri di cumulabilità dei redditi da lavoro conseguiti durante la fruizione dell'ASDI;
  • le caratteristiche del progetto personalizzato, nonché gli obblighi e le sanzioni connessi alla mancata realizzazione e all’inottemperanza degli impegni assunti dal beneficiario dell’ASDI;
  • i flussi informativi tra servizi per l'impiego e Inps per alimentare il sistema informativo dei servizi sociali;
  • i controlli per evitare l’indebita fruizione del- l’ASDI;
  • le modalità di erogazione attraverso uno strumento di pagamento elettronico.
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Tags: destinatario,, sostegno, assegno, disoccupazione, D.lgs n. 22/2015, situazione, economica, misure, Avv. Augusto Zingaropoli

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