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Trasporto su strada, riposo settimanale: compensazione "in blocco"

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Trasporto su strada, riposo settimanale: compensazione "in blocco"

Ripososettimanale

In materia di riposo settimanale del lavoratore nell’attività di trasporto su strada, l’art. 8, par. 6, del Regolamento (CE) n. 561/2006, nella versione ufficiale italiana prevede che «Nel corso di due settimane consecutive i conducenti effettuano almeno:

− due periodi di riposo settimanale regolare, oppure

− un periodo di riposo settimanale regolare ed un periodo di riposo settimanale ridotto di almeno 24 ore. La riduzione è tuttavia compensata da un tempo di riposo equivalente preso entro la fine della terza settimana successiva alla settimana in questione». Il successivo paragrafo 7 dello stesso articolo precisa poi che «qualsiasi riposo preso a compensazione di un periodo di riposo settimanale ridotto è attaccato a un altro periodo di riposo di almeno 9 ore». Il testo della norma, nella versione italiana, non impedisce di considerare compensata la riduzione del riposo settimanale anche attraverso la fruizione del riposo equivalente in più frazioni, a condizione che le stesse siano prese entro la fine della terza settimana successiva e che siano attaccate ad un altro periodo di riposo di almeno nove ore.

Tuttavia, nella maggior parte delle lingue ufficiali del Regolamento in questione, il medesimo passaggio normativo impone esplicitamente che la fruizione del periodo di riposo settimanale a compensazione di quello eventualmente non goduto dall’autotrasportatore – 21 ore al massimo, per il combinato disposto fra l’art. 4, lett. h) e l’art. 8, par. 6) – avvenga «in blocco», cioè in una volta sola, alle stesse condizioni sopra richiamate (fruizione prima della fine della terza settimana successiva a quella in cui il previsto riposo di 45 h non sia stato integralmente fruito, e consecutività con un altro periodo di riposo di almeno 9 ore).

Con la Circolare numero 37/0007136 del 29 aprile 2015 il Ministero del Lavoro, preso atto di tale difformità interpretativa e applicativa, ha fornito alcuni chiarimenti sulle modalità per la fruizione del riposo settimanale da parte degli autisti di veicoli industriali, allo scopo di rendere omogenea nell’Unione Europea l’interpretazione del regolamento CE 561/2006.

Sul punto deve ricordarsi che il sistema del diritto comunitario pone a carico dei giudici nazionali e delle pubbliche amministrazioni degli Stati membri l’obbligo di interpretazione conforme o adeguatrice finalizzato alla massima

realizzazione dei risultati prescritti dalla normativa o dall’intero ordinamento comunitario. Coerentemente con il ricordato principio, la giurisprudenza costante della Corte di Giustizia ritiene che nei casi di versioni linguistiche difformi, il testo di una disposizione non vada considerato isolatamente ma «interpretato e applicato alla luce dei testi redatti nelle altre lingue ufficiali» (da ultimo, C-511/08) e che, «in caso di difformità tra le diverse versioni linguistiche di un testo dell’Unione, la disposizione di cui trattasi deve essere intesa in funzione del sistema e della finalità della normativa di cui fa parte» (ibid.), in modo cioè da preservarne il c.d. «effetto utile» (cfr. C-437/97). La valorizzazione del profilo teleologico, cui rinvia il principio dell’effetto utile, impone all’interprete, dunque, di adeguare l’interpretazione in considerazione sia degli obiettivi e delle rationes della disposizione normativa, sia della complessiva cornice regolativa nella quale la norma si inserisce, anche prevalendo sulla geometrica rigidità del senso letterale delle parole.

Ebbene – osserva il Ministero – dall’esame sistematico delle disposizioni del Reg. (CE) 561/2006 e, in particolare, della normativa sui riposi, emerge la volontà del Legislatore comunitario di garantire una maggiore tutela dei profili di salute e sicurezza dei lavoratori addetti alla guida dei mezzi su strada, posto che la salvaguardia delle loro condizioni di lavoro comporta anche quella dei diritti dei terzi e della sicurezza stradale. Vale peraltro ricordare, sul punto, che anche l’abrogato Reg. CEE 3820/85 prevedeva, all’art. 8, par. 3, che le eventuali riduzioni del riposo settimanale dovessero essere compensate da un periodo equivalente di riposo continuo. Non si discosta da tale impostazione il Regolamento CE 561/2006, art. 8, par. 6 per il quale, nella maggior parte delle versioni linguistiche, come visto, la fruizione del recupero compensativo deve avvenire in un’unica soluzione (lett. “en bloc”). Appare evidente come una interpretazione meno restrittiva, pur nel rispetto degli espliciti vincoli normativi (le tre successive settimane di tempo per la fruizione, e l’attaccamento delle frazioni di riposo compensativo a periodi di almeno 9 ore) permetta, in effetti, una maggiore “libertà” nella organizzazione oraria del trasporto su strada. E tuttavia, in merito, può essere affermato che tale aspetto non è contemplato fra le finalità della normativa. Al contrario, osserva il Ministero, un’applicazione flessibile della norma sul territorio nazionale potrebbe generare effetti di dumping fra gli operatori economici dell’Unione Europea, ostacolando il mercato concorrenziale dell’autotrasporto che invece il Reg. 561/2006 (cfr. art. 1) intende garantire.

In ragione di quanto esposto, il Ministero, con la Circolare in commente, ha invitato i propri uffici ispettivi ad uniformare l’attività di vigilanza in materia di autotrasporto secondo l’applicazione della norma nel senso sopra espresso, sanzionando una compensazione non integrale del riposo settimanale ridotto ai sensi dell’art. 174, comma 7, secondo periodo del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), come novellato dalla L. 120/2010. Il Ministero con la su detta Circolare ha infine precisato che deve mantenersi ferma l’applicabilità della sanzione di cui al primo periodo dell’art. 174, comma 7 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285.

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Tags: Corte di Giustizia,, riposo, settimanale, blocco, Circolare, Regolamento, 561/2006, interpretazione, versione, Avv. Augusto Zingaropoli

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