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Somministrazione transnazionale di lavoratori rumeni

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Somministrazione transnazionale di lavoratori rumeni

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Premessa

In merito alla diffusione pubblicitaria di servizi promossi ad iniziativa di agenzie di somministrazione di altri Stati membri dell’Unione europea, in cui ampio risalto viene dato alla possibilità di ottenimento di risparmi fino al 30% in caso di utilizzazione di manodopera rumena in somministrazione transnazionale, Il Ministero del Lavoro è intervenuto con apposita circolare, al fine di fornire importanti precisazioni ed evidenziare i rischi per le imprese italiane di incorrere in sanzioni a seguito di un utilizzo incauto di queste “offerte”. Il cennato messaggio pubblicitario promuoveva l’utilizzo di «lavoratori interinali con contratto rumeno», assicurando oltre a forti vantaggi di natura economica, una maggiore «flessibilità» e l’assenza totale di alcuni obblighi di carattere retributivo (13a, 14a, TFR ecc.).

Con la Circolare n. 14 del 09 aprile 2015, inviata dalla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva alle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro, il Ministero ha sottolineato come «gli annunci pubblicitari in questione riportino informazioni in netto contrasto con la disciplina comunitaria e nazionale in materia di distacco transnazionale e pertanto come il ricorso a tali “servizi” possa dar luogo a ripercussioni, anche di carattere sanzionatorio, in capo alle imprese utilizzatrici».

In particolare, la Circolare in argomento fa il punto sulla somministrazione transnazionale di lavoro, regolata dal D.Lgs. n. 72/2000, e sulle tutele previste a favore dei lavoratori.

Agenzia di somministrazione di altro Stato membro UE

La somministrazione transnazionale di lavoro, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 72/2000, consente alle imprese di lavoro temporaneo stabilite in uno Stato membro UE di distaccare lavoratori presso imprese utilizzatrici con sede o unità produttiva in Italia, senza che le medesime, per operare da noi, necessitino dell’autorizzazione ex art. 4 del D.Lgs. n. 276/2003, se dimostrano di operare in forza di un provvedimento amministrativo, equivalente rispetto a quello richiesto dalla nostra legislazione, rilasciato dalle autorità dello Stato di provenienza. Disposizioni particolari concernono poi i requisiti patrimoniali, con possibile esonero dal versamento del deposito cauzionale e dalla stipula di una garanzia fideiussoria se sono stati assolti «obblighi analoghi», per rendere effettiva la tutela del lavoratore nel caso di eventuali inadempimenti contributivi o retributivi, nel rispetto delle norme dello Stato di provenienza.

Trattamento economico e normativo

Per quanto attiene al profilo delle tutele lavoristiche, la Circolare ricorda che l’art. 3 della direttiva 96/71/CE, in relazione ai lavoratori inviati in distacco da uno Stato membro UE a un altro, stabilisce l’applicazione dei livelli minimi di condizioni di lavoro e occupazione previsti dalla legge del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa (c.d. principio lex loci laboris). Ciò comporta che laddove l’attività lavorativa sia svolta in Italia, deve applicarsi la normativa di legge e contrattuale italiana, con riferimento a: i) periodi massimi di lavoro e minimi di riposo; ii) durata minima delle ferie annuali retribuite; iii) tariffe minime salariali, comprese le tariffe maggiorate per lavoro straordinario; iv) salute, sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro; v) non discriminazione tra uomo e donna; vi) condizioni di cessione temporanea di lavoratori da parte delle agenzie di somministrazione.

La nozione di retribuzione – prosegue la Circolare − è quella legata alla definizione di «reddito da lavoro dipendente valida ai fini fiscali» e in essa «rientrano tutte le erogazioni patrimoniali aventi causa nel rapporto di lavoro in senso lato, senza operare una comparazione per singola voce retributiva, che risulterebbe comunque impossibile in considerazione dei differenti regimi normativi applicabili nei diversi paesi europei».

Ciò premesso, osserva il Ministero, occorre evidenziare che la normativa sulle tutele economico/normative risulta ancora più incisiva nell’ambito di un rapporto di somministrazione transnazionale di lavoro, con particolare riferimento al trattamento riconosciuto ai lavoratori temporanei inviati nel nostro Paese da agenzie di somministrazione stabilite in un altro Stato membro dell’UE. Il Ministero quindi ricorda come, anche nel caso di lavoro somministrato da parte di agenzie comunitarie, si applica l’art. 23, co. 1, del D.Lgs. n. 276/2003, che prevede il diritto del lavoratore interinale «a condizioni di base di lavoro e d’occupazione complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore, a parità di mansioni svolte, nonché la disciplina in materia di responsabilità solidale per l’adempimento di obblighi retributivi e previdenziali».

In definitiva, ai lavoratori somministrati a livello transnazionale, è garantita la sostanziale parità di trattamento, sia per quanto concerne i profili normativi che per quelli retributivi, rispetto ai lavoratori italiani alle dipendenze dell’utilizzatore.

Altre condizioni di base, di lavoro e di occupazione

Per quanto concerne i periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo, nonché la durata minima delle ferie annuali retribuite, si applicano le disposizioni sostanziali e le sanzioni di cui al D.Lgs. n. 66/2003. Per quanto attiene alla salute, sicurezza e igiene sul lavoro trovano invece applicazione le disposizioni sostanziali e le sanzioni di cui al D.Lgs. n. 81/2008, mentre per la tutela delle condizioni di lavoro di gestanti o puerpere, bambini e giovani e la parità di trattamento fra uomo e donna si applicano il D.Lgs. n. 151/2001 e il D.Lgs. n. 198/2006.

Documentazione oggetto di esame

In attesa del recepimento della direttiva 2014/67/UE (c.d. direttiva Enforcement), la verifica del rispetto delle condizioni di lavoro e della regolarità del rapporto tra impresa utilizzatrice e lavoratore interessato dalla somministrazione transnazionale, è affidata – osserva il Ministero – alla check list contenuta nel Vademecum ad uso degli ispettori del lavoro e delle imprese. In particolare, oggetto di acquisizione e verifica da parte del personale ispettivo, è la seguente documentazione:

− il contratto di somministrazione di lavoro e l’autorizzazione amministrativa del Paese dove è stabilita l’agenzia straniera;

− i documenti di riconoscimento e gli eventuali contratti individuali di lavoro del personale somministrato;

− i modelli A1 dei lavoratori;

− i prospetti paga elaborati ovvero la documentazione idonea a dimostrare il pagamento della retribuzione e il relativo importo nonché la tracciatura dell’orario di lavoro;

− la documentazione in materia di salute e sicurezza (a seconda delle situazioni, DVR, POS, sorveglianza sanitaria, ecc.);

− nonché ogni altra documentazione disponibile e utile alla verifica dei rapporti di lavoro.

Avv. Augusto Zingaropoli

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Tags: lavoratori, lavoratore, transnazionale, rumeno, economico, somministrazione, Avv. Augusto Zingaropoli

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