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Opposizione a cartella esattoriale originata da iscrizione a ruolo di verbali emessi per violazioni al C.d.S.

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Opposizione a cartella esattoriale originata da iscrizione a ruolo di verbali emessi per violazioni al C.d.S.

Opposizionecartella

In materia di opposizione a cartella esattoriale emessa per la riscossione coattiva di sanzioni amministrative relative a violazioni al Codice della Strada, vogliamo segnalare la pronuncia favorevole resa dal Giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere, dott. Marco Capone, che, in accoglimento di ricorso proposto dal nostro Studio, ha pronunciato la nullità della cartella per i motivi infra meglio precisati.

- Il fatto - Equitalia Sud S.p.A. notificava alla società opponente una cartella di pagamento formata sulla base della iscrizione a ruolo di somme portate da verbali elevati dalla Polstrada in occasione di accertate violazioni al Codice della Strada, importi delle sanzioni aumentati della metà e comprensivi delle maggiorazioni ex art. 27 della l. 689/1981.

L’iscrizione a ruolo e la successiva notifica della cartella erano tuttavia relative a verbali avverso i quali pendevano innanzi al competente Ufficio del Giudice di Pace altrettanti giudizi di opposizione ritualmente e tempestivamente promossi, oltre tutto interessati da provvedimenti di sospensione della esecutività adottati dal Giudice di Pace designato con decreto inaudita altera parte, pronunciato ai sensi dell’art. 5 comma 2 del D.lgs. 150/2011.

 

Avverso la cartella di pagamento in argomento, quale atto prodromico dell’esecuzione forzata, veniva proposta opposizione all’esecuzione, nelle forme previste dall’art. 615 c.p.c., con atto di citazione dinanzi al G.d.P. competente ex art. 27 del codice di procedura civile, ove venivano convenuti sia Equitalia Sud S.p.a., in qualità di litisconsorte necessario, sia la Prefettura, in qualità di “creditore”, onde ottenere la declaratoria di nullità della cartella, assumendo a motivo dell’impugnativa la mancanza di idoneo titolo esecutivo che legittimasse l’inizio dell’esecuzione forzata.

- La decisione - Con la sentenza n. 1525/2015 il G.d.P. di Santa Maria Capua Vetere, dott. Marco Capone, ha accolto la cennata opposizione a cartella di pagamento, statuendo che «L’intera procedura […] risulta viziata e va dichiarata nulla in quanto la cartella di pagamento non poteva essere emessa perché carente di valido titolo esecutivo (verbale di contravvenzione sospeso con decreto del Giudice di pace di Guardia Sanframondi). Pertanto la cartella di pagamento va dichiarata nulla».

Invero, il decisum pare riecheggiare, pur senza richiamarla espressamente, la recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, che, con sentenza n. 20983 del 06.10.2014, ha enunciato il seguente principio di diritto: «A norma del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 204-bis, comma 6, (Nuovo C.d.S.), la sentenza con cui viene rigettato il ricorso di cui all'art. 203 costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal giudice che superino l'importo della cauzione prestata all'atto del deposito del ricorso. Dunque, nella specie, a seguito del rigetto dell'opposizione, il titolo esecutivo era costituito dalla sentenza di rigetto e non dal verbale di accertamento. E la p.a. non avrebbe potuto agire esecutivamente vantando un titolo costituito non dalla sentenza conclusiva del giudizio di opposizione ma dal verbale opposto e mai utilizzato esecutivamente in corso di causa». Principio che dovrebbe ispirare sicuramente maggiore cautela della Pubblica Amministrazione nella formazione di ruoli esecutivi basati su sanzioni amministrative pecuniarie portate da verbali opposti e impugnati innanzi l’Autorità Giudiziaria.

Tornando alla decisione del Giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere, occorre rilevare che essa, stigmatizzando l’erroneità e arbitrarietà dell’operato della P.A. e la sua contrarietà ai principi costituzionali in materia di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione, ha accompagnato alla pronuncia di nullità della cartella altresì la statuizione di condanna dell’Ente creditore alla rifusione delle spese legali sostenute dall’opponente.

Nel ricordare che il rimedio di tutela avverso le illegittime pretese fondate su cartelle di pagamento che risultino viziate è costituito dalla opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., promuovibile entro il termine di decadenza rappresentato dall’inizio dell’esecuzione (fermo amministrativo, pignoramento et aliis), e che il Legislatore attribuisce al Giudice di Pace competenza per materia esclusiva a conoscere delle opposizioni a sanzioni amministrative, ivi inclusa la fase dell’esecuzione forzata, invitiamo privati e/o imprese, che siano destinatari di cartelle di pagamento, a rivolgersi a legali specializzati nella materia de qua al fine di contrastare e paralizzare in sede giurisdizionale le pretese che presentino profili di illegittimità.

Il dipartimento specializzato del nostro Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e per esigenze di assistenza legale.

p.Avv. Giuseppe Cerrato (Studio Legale Tributario Commerciale D’Aiuto, Zingaropoli & Partners)

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Tags: cartella,, giudice,, esecutivo, sanzioni, pagamento, sospensiva, ruolo

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