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Il contrasto giurisprudenziale sul concetto di obbligazione pecuniaria con riferimento al luogo di adempimento della prestazione

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Il contrasto giurisprudenziale sul concetto di obbligazione pecuniaria con riferimento al luogo di adempimento della prestazione

Cassazione

Con l’ordinanza interlocutoria n. 23527/2015, depositata il 17 novembre, la Suprema Corte, rilevando un contrasto in merito alla definizione di obbligazione pecuniaria rilevante ai sensi dell’art. 1182 c.c., ha rimesso gli atti al Primo Presidente della Corte di Cassazione, ai fini di un’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.
La questione. Nell’ambito di causa avente ad oggetto il pagamento dell’attività svolta, il Tribunale di Firenze accoglieva l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dall’opponente, ritenendo il Tribunale di Macerata competente in relazione ai criteri di determinazione del foro di cui agli artt. 19 e 20 c.p.c. In particolare, il Tribunale di Firenze precisava che le obbligazioni pecuniarie devono essere individuate con riferimento ai debiti sorti originariamente come tali ed aventi ad oggetto, pertanto, la prestazione di una determinata somma di denaro già dal momento della loro costituzione, sì che sarebbe dato parlare di obbligazione pecuniaria, con adempimento presso il domicilio del creditore ai sensi dell’art. 1182, comma 3, c.c. , esclusivamente allorché l’obbligazione derivi da un titolo negoziale o giudiziale che ne abbia determinato la misura e la scadenza. In definitiva, il Tribunale escludeva che la suddetta regola potesse trovare applicazione nel caso concreto, non essendo stato stabilito convenzionalmente l’importo del corrispettivo. La società opponente impugnava la sentenza del Tribunale di Firenze con regolamento di competenza.
Il contrasto. Il Procuratore Generale ha chiesto l’accoglimento dell’istanza di regolamento di competenza territoriale, rilevando come il forum destinatae solutionis, di cui all’art. 1182, comma 3, c.c. debba trovare applicazione in ogni controversia avente ad oggetto una somma di denaro, qualora l’attore abbia preteso il pagamento di una somma determinata. La Suprema Corte ha rilevato la sussistenza di contrastanti orientamenti giurisprudenziali nelle Sezioni Civili, nell’ambito dell’applicazione del criterio di competenza ai sensi dell’art. 1182, comma 3 e 4, c.c. Invero il contrasto è ben noto, contendendosi il campo due distinti orientamenti. Secondo il primo orientamento sarebbe irrilevante il carattere prestabilito o meno della prestazione, dovendo ritenersi sufficiente che l’attore abbia adito l’Autorità Giudiziaria al fine di ottenere il pagamento di una somma indicata in modo puntuale. Altro orientamento ritiene, invece, che debba applicarsi l’art. 1182, comma 4, c.c. (con adempimento dell’obbligazione presso il domicilio del debitore) qualora la somma da corrispondere debba ancora essere determinata dalle parti o liquidata dal giudice, attraverso operazioni diverse dal mero calcolo aritmetico. In ragione del rilevato contrasto in merito alla definizione di obbligazione pecuniaria rilevante ai sensi dell’art. 1182 c.c., la Suprema Corte ha appunto rimesso gli atti al Primo Presidente della Corte di Cassazione, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 2, ordinanza interlocutoria 15 settembre – 17 novembre 2015, n. 23527).

 

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Tags: adempimento, luogo, obbligazione, pecuniaria, 1182, sezioni, unite

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