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Assunzioni a tempo indeterminato: sgravio contributivo 2016

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Assunzioni a tempo indeterminato: sgravio contributivo 2016

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Lo sgravio contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato guadagna un anno, anche se diventa meno vantaggioso.
L’agevolazione potrà essere utilizzata fino al 31 dicembre 2016 (comma 178 dell’articolo unico della legge 2018/2015), anche se, a differenza di quanto previsto dalla legge di stabilità 2015, si tratta non di un esonero “totale” dal versamento dei contributi (fino a 8.060 euro all’anno) ma di uno sconto fino al 40%, nel limite di 3.250 euro all’anno per lavoratore. La durata del beneficio, poi, non sarà più triennale ma biennale. A parte le differenze di tipo economico, la disciplina del bonus resta invariata.
È opportuno, dunque, conoscere i casi “a rischio”, nei quali, cioè, si rischia di perdere l’agevolazione nel caso di fruizione scorretta. Il Ministero del Lavoro, già con la lettera circolare 9960 del 17 giugno scorso, ha indirizzato le articolazioni territoriali a monitorare i fenomeni elusivi delle condizioni poste dalla legge 190/2014, invitando a effettuare azioni ispettive ad hoc, anche in base a intese con le sedi territoriali Inps. In particolare, saranno esaminate le posizioni lavorative, anche precedenti, del personale per il quale si fruisce dell’esonero e saranno verificate le condizioni che legittimano (o meno) la spettanza dell’agevolazione. In sostanza, se non si vuole incorrere nella perdita dell’esonero e nel pagamento di sanzioni, sarà necessario rispettare i paletti indicati nelle circolari Inps 17/2015 e 178/2015.
I CASI DI ESCLUSIONE
L’esonero non spetta se l’assunzione viola il diritto di precedenza, fissato dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato nell’ambito di un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine. Inoltre, l’esonero è escluso se il datore di lavoro ovvero l’utilizzatore con contratto di somministrazione sia interessato da sospensioni dal lavoro con interventi di integrazione salariale straordinaria, anche in deroga, fatti salvi i casi in cui l’assunzione o la somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità diverse rispetto a quelle in possesso dei lavoratori interessati dai provvedimenti. Un altro caso di esclusione è l’assunzione di un lavoratore licenziato, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che presenta assetti proprietari coincidenti con l’azienda che poi lo assume. La circolare del Ministero del Lavoro 26/2015 ha escluso l’esonero nel caso di lavoratori «in nero». Infatti, gli ispettori dovranno verificare la regolarità contributiva e il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali. L’esonero spetta, invece, ai lavoratori che nel corso dei dodici mesi precedenti hanno avuto uno o più rapporti di lavoro a termine per un periodo complessivo superiore a sei mesi. Lo stesso discorso vale per i casi di trasformazione di un contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato. La legge di stabilità 2015 aveva introdotto dei vincoli che devono verificarsi alla data dell’assunzione e che restano validi anche con il mini-esonero per il 2016. In primo luogo, l’agevolazione spetta a condizione che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore non sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato. Al riguardo, ricorda l’Inps, se il lavoratore assunto ha avuto, nel corso dei sei mesi precedenti, un contratto di apprendistato, il datore di lavoro non può fruire dell’esonero contributivo triennale. Considerazioni analoghe valgono nel caso in cui il lavoratore assunto abbia avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione ovvero un rapporto di lavoro domestico a tempo indeterminato. Il legislatore ha escluso l’applicazione dell’esonero se, negli ultimi tre mesi del 2014 (per le assunzioni 2015) o negli ultimi tre mesi del 2015 (per le assunzioni 2016) il lavoratore assunto ha avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a lui collegate in base all’articolo 2359 del Codice civile, o facenti capo, anche se per interposta persona, al datore di lavoro stesso. Infatti l’azienda non può assumere con l’agevolazione un lavoratore che abbia già goduto dell’esonero contributivo.
DIMISSIONI E PART-TIME
Nella circolare 178/2015, l’Inps ha messo l’accento su altri casi di esclusione dell’esonero. Ad esempio, non spetterà più l’agevolazione se il lavoratore si dimette o comunque non supera il periodo di prova. Nel caso di due lavoratori part-time, invece, l’agevolazione è consentita solo se la data di decorrenza dei rapporti di lavoro è la stessa. In caso di assunzioni differite l’azienda perderebbe, infatti, per il secondo rapporto, il requisito che legittima l’ammissione allo sgravio contributivo.
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Tags: sgravio,, esonero,, contributivo,, 2016,, assunzioni,, indeterminato,, esclusione

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